Diario di bordo: quarta giornata
Un tema centrale per l’operatore nella materia della responsabilità sanitaria è quello relativo al recupero della documentazione sanitaria.
Come è possibile accedere alla documentazione sanitaria presso una struttura pubblica? Come va formulata una istanza di accesso? Quali sono gli oneri di allegazione e prova in relazione alla situazione giuridica alla cui tutela è strumentale l’istanza di accesso?
Cosa accade se il ricorso al Tar contro il diniego non è stato proposto tempestivamente? È possibile in qualche modo “bypassare” l’ostacolo?
Quali sono i rapporti tra l’istanza di accesso agli atti e l’ordine di esibizione di cui all’art. 201 c.p.c.?
Cosa accade sul terreno dell’onere della prova nei casi di documentazione sanitaria lacunosa?
Di questi e di altri problemi ci siamo occupati con due magistrati del TAR Lazio (uno già magistrato ordinario e l’altro già procuratore dello Stato) e due avvocati (e dottori di ricerca) specializzati in diritto amministrativo, i fratelli Antonio e Giovanni Nicodemo.
Di grande interesse il dibattito su vari problemi concreti affrontati e su alcune pronunce giurisprudenziali, come Tar Puglia 01049 del 2025, sugli oneri di allegazione e prova in capo al convivente more uxorio che chieda la documentazione sanitaria per tutelare il credito al risarcimento del danno da perdita del convivente.
È stata messa a disposizione dei corsisti anche una bozza di istanza di accesso agli atti da adattare alle peculiarità dei singoli casi.

Antonio e Giovanni Nicodemo avvocati e dottori di ricerca in diritto amministrativo
Il pomeriggio ha rappresentato l’inizio delle lezioni sul diritto processuale della responsabilità sanitaria.
Giacomo Felloni, avvocato già assegnista e dottore di ricerca in diritto processuale civile e già studente della Scuola, ha illustrato insieme all’avvocato Domenico Pittella gli strumenti utilizzabili per chiedere e ottenere giustizia nella materia della responsabilità sanitaria, tra i quali mediazione, accertamento tecnico preventivo (anche in via d’urgenza), rito semplificato di cognizione e rito ordinario.
L’analisi del procedimento per accertamento tecnico preventivo è stata condotta alla luce delle linee guida del Tribunale di Roma, di Treviso e di Vicenza nonché alla luce del protocollo siglato in materia dal Tribunale di Verona.

Giacomo Felloni, avvocato già assegnista e dottore di ricerca in diritto processuale civile
e già studente della Scuola
Grazie sia ai docenti per le interessanti lezioni che agli studenti per gli interventi molto stimolanti!
Vincenzo Greco e Domenico Pittella
