Il racconto della quinta giornata, dedicata alla responsabilità civile alla prova delle infezioni nosocomiali

Diario di bordo: quinta giornata

La pronuncia n. 6386 del 23 marzo 2023 della Corte di Cassazione, ormai in cima ai listini della borsa del diritto, ha ulteriormente acceso i riflettori sul regime della responsabilità di diritto civile da infezioni nosocomiali enunciando il noto “terdeciscalogo”.

L’approccio del nostro corso alla tematica è stato multidisciplinare, con il coinvolgimento di una pluralità di esperti della materia. Infatti, hanno preso parte al dibattito:

  • Maria Ciardi, Prof. Associato di malattie infettive, Università di Roma “Sapienza”
  • Gianni Giovannini, Igienista, già direttore generale Azienda Ospedaliera di Terni
  • Domenico Pittella, Avvocato, dottore di ricerca in diritto civile
  • Azzurra Rizzo, Responsabile UOS Medicina Legale AUSL Latina
  • Antonella Eliana Sorgente, Responsabile affari generali e legali GSD sistemi e servizi

Maria Ciardi, Prof. Associato di malattie infettive, Università di Roma “Sapienza”

La prof.ssa Maria Ciardi ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’infettivologo nella verifica circa l’origine nosocomiale o comunitaria di una infezione, chiarendo la distinzione tra infezioni endogene ed esogene e ponendo l’accento sulle peculiarità del singolo caso.

Al fine della prevenzione delle infezioni ha sottolineato la rilevanza delle misure di igienizzazione dei locali e dell’alleanza generale tra i vari operatori di una struttura.

 

Gianni Giovannini, Igienista, già direttore generale Azienda Ospedaliera di Terni

Il dott. Gianni Giovannini ha ripercorso il quadro di normativo di riferimento relativo alle misure che le strutture sono tenute ad adottare al fine di garantire la sicurezza delle cure.

Si è detto favorevole ai contenuti della pronuncia della Corte di Cassazione, ritenendoli in gran parte riepilogativi delle prescrizioni normative in materia.

Infine, ha sottolineato l’importante dell’uso corretto degli antibiotici per prevenire il fenomeno delle infezioni nosocomiali nonché della sorveglianza epidemiologica volta alla individuazione dei germi sentinella.

 

Antonella Eliana Sorgente, Responsabile affari generali e legali GSD sistemi e servizi

La dott.ssa Antonella Eliana Sorgente, che vanta una importante esperienza nella ospedalità privata, ha sottolineato che la pronuncia della Corte può produrre effetti positivi sull’organizzazione interna alle strutture, in punto di definizione di ruoli e attribuzione di competenze oltre che di individuazione delle misure da adottare.

Inoltre, ha posto l’accento sull’importanza della comunicazione tra le diverse figure preposte alla prevenzione delle infezioni nosocomiali nonché sul tema della corretta destinazione delle risorse (limitate) disponibili e sul tema della limitatezza delle risorse disponibili, di cui tener conto anche nella organizzazione delle misure idonee a prevenire la contrazione delle infezioni.

 

Azzurra Rizzo, Responsabile UOS Medicina Legale AUSL Latina

La dott.ssa Azzurra Rizzo ha spiegato come funziona l’istruttoria interna a fronte della ricezione di una richiesta risarcitoria e come si articola un comitato di valutazione sinistri all’interno di una Azienda Sanitaria. Tra le branche più coinvolte in materia di infezioni nosocomiali ha ricordato la chirurgia del colon, i parti cesarei, la cardiochirurgia, la terapia intensiva
Si è infine soffermata sull’importanza di una corretta valutazione del rischio, anche in relazione ai sistemi di auto-ritenzione.

 

Domenico Pittella, Avvocato, dottore di ricerca in diritto civile

L’Avv.to Domenico Pittella ha sottolineato che occorre contestualizzare la pronuncia della Corte per recepirne il significato. Prima di questa pronuncia, un indirizzo accolto nella giurisprudenza di merito fondava la responsabilità per danni da infezioni nosocomiali sulla regola “res ipsa loquitur”: se l’infezione è nosocomiale, allora la struttura è tenuta a rispondere. Di fatto, si propendeva quindi per una responsabilità oggettiva, senza possibilità di dare una prova liberatoria fondata sull’adozione delle misure preventive richiedibili.

Invece, la pronuncia della Corte segna il passaggio da una responsabilità oggettiva ad una responsabilità per colpa, sia pure riferita all’organizzazione.

Inoltre, ha sottolineato la necessità di un approccio multidisciplinare ai casi (che veda coinvolti il medico legale e altri specialisti, tra cui l’infettivologo e l’igienista) e ha posto l’accento sulla strategia da adottare in relazione agli oneri di allegazione e prova, anche con riferimento ai casi in cui ad agire in giudizio sono i congiunti del defunto per un danno iure proprio, che fanno valere una responsabilità extracontrattuale della struttura.

Avvocatessa Giulia Cardillo

Nonostante la giornata di festa, vi è stata un’ampia partecipazione al dibattito, sia online che in sede. Ha presto la parola l’Avvocatessa Giulia Cardillo, allieva della Scuola sin dalla Scuola Forense, ora dottoranda di ricerca presso l’università Tor Vergata proprio in materia di responsabilità civile e infezioni nosocomiali. Giulia, da poche ore di ritorno da un periodo di ricerca presso l’Università di Oxford, ha dato conto dell’approccio alla tematica nell’ambito dei sistemi di common law.

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